Vengeance is mine

Lati positivi

Natale è passato.

Quest’anno per me non è stato un granché piacevole, essendo il mio apparato digerente affetto da una forte infezione.

Non mi sono mosso da casa praticamente mai, non ho mangiato praticamente nulla dei tipici manicaretti delle feste, non ho brindato.

E sono felice.

Questa settimana da eremita, proprio la settimana di Natale tra l’altro, mi ha fatto rallentare all’improvviso dai miei soliti ritmi, così ho avuto il tempo di osservare le cose, di ascoltarle, di annusarle… e ho capito che correndo troppo mi sto perdendo un sacco di cose.

Ho scoperto che non mangiavo per fame, ma per tappare chissà che buco nello spazio tempo in cui non avevo nulla da fare. Mangiavo senza sentire nemmeno il gusto dei cibi, per questo me ne servivano quantità doppie per emozionarmi.

Ho scoperto i profumi, mentre mia mamma cucinava le prelibatezze che io non avrei potuto mangiare. Quando sono di corsa non ho il tempo per far caso ai profumi.

Ho scoperto il calore di casa.

Passando 12 ore al giorno della mia vita al lavoro e tornando a casa solo per mangiare e lavarmi, per poi uscire di nuovo la sera, mi faceva vedere la mia casa e la mia famiglia non più di tre ore al giorno.

Ho riscoperto la serenità che da starsene al calduccio, coccolati dal morbido abbraccio del divano, a leggere un libro o guardare la tv.

Ho scoperto il valore dei soldi.

Lavoro come una bestia per accumulare soldi, per poterne spendere tanti, per comprare tanta roba, per andare in tanti posti…

Ho iniziato a chiedermi perché… E non ho trovato risposta…

Sto diventando mieloso ora, me ne rendo conto, quindi taglio.

Approfondirò il discorso un’altra volta.

Grazie Natale, grazie gastroenterite.

BUON NATALE

To forgive is divine, but Vengeance is mine…

1000 euro…

Il mondo di oggi ci offre 1000 possibilità… Tutte quelle che vanno da 0 a 1000 euro al mese…

Storia minima del debito (cazzo, che leva!)

Trent’anni sono tanti. Veramente tanti.

Il periodo al quale mi riferisco io è anche più lungo.

Mi riferisco al periodo del grande miracolo italiano, del boom economico, del benessere diffuso, ma soprattutto della fioritura dei posti di lavoro.

I protagonisti di questa storia sono tre gruppi di gente italica:

- un gruppetto di cazzoni scansafatiche di indiscutibile prevalenza meridionale;

- una squadra di becchini democratici e religiosissimi;

- ………

All’inizio di quegli sfavillanti anni di gioia per la strada c’era qualche fottuto hippie puzzolente, qualche barbuto operaio in tuta blu e qualche grigio comunista (perchè all’epoca c’erano davvero!) barbuto.

Questa allegra combriccola se ne andava in giro con dei cartelli a chiedere il riconoscimento di diritti inalienabili dell’essere umano, tra i quali il LAVORO (sancito anche dalla costituzione - volutamente minuscola -).

Seduti sui troni romani c’erano dei tizi crocescudati, benedetti da dio e dai suoi amministratori delegati terreni che, a vederli oggi (molti sono ancora lì, alla faccia della Morte!), ti vien d’istinto da toccarti i maroni e fare le corna, tanto sembrano dei becchini.

Questi becchini passavano un sacco di tempo a guardar fuori dalla finestra, visto che impegni importanti non ne avevano. Fu proprio dilettandosi a scrutare l’orizzonte che ad un certo punto videro in strada l’allegra combriccola di cui sopra che armeggiava con i cartelli e le canne, intonando canti e slogan di rivendicazione.

Che fecero i becchini? Si misero a contare.

Quando lessero il totale sul loro colorato pallottoliere si accorsero che erano veramente in tanti quei cialtroni in strada. Ed erano tutti portatori sani di voto…

Allora perchè non accontentarli ed assicurarsi così la loro preferenza nel segreto della cabina elettorale (dove Stalin non ti vede, ma Dio si…)?

Era fatta! Bastava trovar loro qualcosa da fare anche se non era vero, una sedia dove farli sedere anche se non serviva a nulla, un posto dove nasconderli almeno… e PAGARLI!

Avrebbero avuto dei denari, li avrebbero spesi, avrebbero fatto guadagnare qualcun altro, che a sua volta avrebbe speso… e avrebbero votato… TUTTI…

Fu così che l’Italia si staccò dall’Africa e si attaccò al culo dell’Europa. Miracolo!

Ah, le meraviglie della leva finanziaria! Perchè mica ce l’hanno solo le banche la leva! La storia dimostra che i becchini ce l’hanno più grossa e più dura… la leva finanziaria…

Tutto andava a gonfie vele, i becchini se ne stavano comodamente seduti a fissare l’orizzonte oramai sgombero da fannulloni in protesta, i fannulloni erano diventati funzionari… insegnanti… ragionieri… stradini… impiegati… soldati… poliziotti… vigili… piloti d’aereo… produttori di automobili… cazzo, che varietà!

In realtà ci fu un momento drammatico in quel periodo di grassa allegrezza.

I fannulloni erano veramente troppi e i buchi dove nasconderli stavano finendo. Per evitare il finimondo e conservare gli scranni, i becchini ebbero una favolosa idea: mandare in pensione i primi cazzoni che avevano raccolto, per liberare il posto ad altri! Problema risolto!

La giostra poté così continuare a girare per moltissimi anni, trenta o più, rendendo felici un sacco di persone e portando l’intraprendente popolo italico nella posizione che oggi gli spetta…

Non servivano molti denari per finanziare questo sistema, in realtà non ne servivano affatto, perchè se fossero serviti i becchini non li avrebbero avuti. Per loro fortuna invece era sufficiente scrivere qualche cambiale, qualche “pagherò”, come si diceva una volta…

Le difficoltà nascevano quando arrivava il momento di trasformare quei “pagherò” in “pago”, perchè le banche c’ avranno anche la leva piccola e moscia, ma per le scadenze hanno memoria da elefante.

MA i becchini non hanno mai perso il loro spirito innovatore e si sono inventati la svalutazione della Lira (la povera, cara, vecchia, bistrattata Lira…) per trasformare quei foglietti di carta con su scritto “pagherò” e da loro firmati, in comodi rettangoli bianchi per la pulizia delle terga. Così si potè continuare, ancora ed ancora.

Adesso facciamo un salto temporale e torniamo all’oggi.

Alcuni dei becchini se ne sono andati (grazie di esistere Morte!), altri si sono cambiati d’abito, altri hanno avviato all’attività i figli e si sono congedati con pensioni… onorevoli..

I cazzoni sono ancora nascosti nei loro buchi, percepiscono ancora i loro danari ed oltre ad essersi moltiplicati negli anni, escono dal buco solo per riprodursi.

La (povera, cara, vecchia, bistrattata) Lira non c’è più, i padroni delle nuove monetine hanno la leva moscia, il culo pulitissimo, i magazzini pieni di foglietti con scritto “pagherò” e in quanto a memeoria non hanno perso un colpo.

Cosa manca in tutta questa storia?

Il terzo protagonista ovviamente!

Lascio a Voi indovinare chi è…

To forgive is divine, but Vengeance is mine…

Si sta come,
d’autunno,
sugli alberi,
le foglie.

—G. Ungaretti

Riflessioni stanche

Si stava meglio quando si stava peggio.
La tipica frase dei vecchi al bar… O forse qualcosa di più…
Quando si stava peggio non c’erano la tv in ogni casa, la lavatrice, due macchine, il corso di pilates, la parrucchiera sotto casa, gli occhiali D&G, lo spritz in piazza, le notti in disco e le mattine a letto, l’iPhone e le lampade da 5 euro al minuto.
Tante volte non c’era nemmeno la carne (altro che bistecchina di puledro), per non parlare dei casi in cui non c’era nemmeno il pane (tanta polenta dalle mie parti), non c’era il vestito buono della domenica, a volte nemmeno le scarpe d’inverno.
Non c’era la domotica, il riscaldamento a pavimento, il climatizzatore effetto polare.
Non c’erano dottorati di ricerca, master, erasmus… A volte non c’era neanche la terza media.
Non c’erano 8 ore di lavoro, ce n’erano 12, non c’erano i festivi e le ferie pagate, non c’era la pausa caffè delle 10.30 né la sala mensa.
Cristo che vita del cazzo…
Cosa c’era allora quando si stava peggio?
C’era un lavoro, snervante e sottopagato, ma ci si poteva andare in pensione con quel lavoro.
C’era la pensione alla fine di quel lavoro…
C’era uno stipendio minimo, ma ne bastavano 5 per comprare una 500…
Con lo stipendio di cui sopra si potevano comprare circa 1000-1200 litri di benzina oppure 1000 kg di pane.
C’era il pezzetto di terra dietro casa.
C’era il tasso d’interesse creditore sul conto in banca…
C’erano talmente tante cose che oggi sono addirittura sparite dalla memoria che star qui ad elencarle quasi diventa faticoso…
Ma prima di tutto c’era prospettiva…
Il giovanotto di 20 anni e belle speranze di provincia, lavorando sodo e facendo sacrifici avrebbe potuto acquistare una casa, o costruirla sul pezzetto di terra dietro casa, senza mai entrare una volta in banca se non per depositare…
Avrebbe potuto, depositando, ritrovarsi un bel gruzzoletto il giorno che fosse arrivata la pensione.
Avrebbe potuto far studiare i figli (plurale), comprare loro il computer,il motorino…
Si stava peggio comunque…
Oggi, che si sta meglio, il giovanotto di provincia, che ha avuto una casa confortevole e attrezzatissima, il suo computer e il suo motorino, che ha studiato, ha fatto il master magari,col babbo in pensione si lancia nel mondo del lavoro.
Dopo infinite porte in faccia ne trova una aperta, lavora 11 ore al giorno, sempre sottopagato, ma con la differenza che questo schifo di impiego non lo porta alla pensione… Lo porta a fine mese… E poi di nuovo per strada…
Il giovanotto non ha niente da versare, al più in banca ci va per stringere sodalizi… Della durata di 40 anni solitamente, per acquistare 48mq (metri quadri) di appartamento, senza pezzetto di terra dietro…
Col suo stipendio misero e temporaneo riesce ad acquistare 500-600 litri di benzina e ne servirebbero 8 per comprare una matiz…
Precisazione: il giovanotto in questione ha 37 anni…
Si stava meglio quando si stava peggio… Lo dicono da sempre i vecchi al bar. E hanno ragione. Loro la pensione ce l’hanno…


To forgive is divine, but Vengeance is mine….

Indignati a Piazza Santa Croce

I giornali non ne parlano, l’ idiota con l’estintore è l’unica cosa che si vede in tv della manifestazione di sabato.

Diffondiamo il messaggio, uniamoci a loro, supportiamoli!

To forgive is divine, but Vengeance is mine…

We are Anonymous.
We are legion.
We do not forgive.
We do not forget.
Expect us.

We are Anonymous.

We are legion.

We do not forgive.

We do not forget.

Expect us.

Gheddafi è morto…

motormouth-news:

Gaddafi Killed in Sirte, Dirst Photo of him dead… via RT

Gheddafi è morto…

motormouth-news:

Gaddafi Killed in Sirte, Dirst Photo of him dead… via RT