Trent’anni sono tanti. Veramente tanti.
Il periodo al quale mi riferisco io è anche più lungo.
Mi riferisco al periodo del grande miracolo italiano, del boom economico, del benessere diffuso, ma soprattutto della fioritura dei posti di lavoro.
I protagonisti di questa storia sono tre gruppi di gente italica:
- un gruppetto di cazzoni scansafatiche di indiscutibile prevalenza meridionale;
- una squadra di becchini democratici e religiosissimi;
- ………
All’inizio di quegli sfavillanti anni di gioia per la strada c’era qualche fottuto hippie puzzolente, qualche barbuto operaio in tuta blu e qualche grigio comunista (perchè all’epoca c’erano davvero!) barbuto.
Questa allegra combriccola se ne andava in giro con dei cartelli a chiedere il riconoscimento di diritti inalienabili dell’essere umano, tra i quali il LAVORO (sancito anche dalla costituzione - volutamente minuscola -).
Seduti sui troni romani c’erano dei tizi crocescudati, benedetti da dio e dai suoi amministratori delegati terreni che, a vederli oggi (molti sono ancora lì, alla faccia della Morte!), ti vien d’istinto da toccarti i maroni e fare le corna, tanto sembrano dei becchini.
Questi becchini passavano un sacco di tempo a guardar fuori dalla finestra, visto che impegni importanti non ne avevano. Fu proprio dilettandosi a scrutare l’orizzonte che ad un certo punto videro in strada l’allegra combriccola di cui sopra che armeggiava con i cartelli e le canne, intonando canti e slogan di rivendicazione.
Che fecero i becchini? Si misero a contare.
Quando lessero il totale sul loro colorato pallottoliere si accorsero che erano veramente in tanti quei cialtroni in strada. Ed erano tutti portatori sani di voto…
Allora perchè non accontentarli ed assicurarsi così la loro preferenza nel segreto della cabina elettorale (dove Stalin non ti vede, ma Dio si…)?
Era fatta! Bastava trovar loro qualcosa da fare anche se non era vero, una sedia dove farli sedere anche se non serviva a nulla, un posto dove nasconderli almeno… e PAGARLI!
Avrebbero avuto dei denari, li avrebbero spesi, avrebbero fatto guadagnare qualcun altro, che a sua volta avrebbe speso… e avrebbero votato… TUTTI…
Fu così che l’Italia si staccò dall’Africa e si attaccò al culo dell’Europa. Miracolo!
Ah, le meraviglie della leva finanziaria! Perchè mica ce l’hanno solo le banche la leva! La storia dimostra che i becchini ce l’hanno più grossa e più dura… la leva finanziaria…
Tutto andava a gonfie vele, i becchini se ne stavano comodamente seduti a fissare l’orizzonte oramai sgombero da fannulloni in protesta, i fannulloni erano diventati funzionari… insegnanti… ragionieri… stradini… impiegati… soldati… poliziotti… vigili… piloti d’aereo… produttori di automobili… cazzo, che varietà!
In realtà ci fu un momento drammatico in quel periodo di grassa allegrezza.
I fannulloni erano veramente troppi e i buchi dove nasconderli stavano finendo. Per evitare il finimondo e conservare gli scranni, i becchini ebbero una favolosa idea: mandare in pensione i primi cazzoni che avevano raccolto, per liberare il posto ad altri! Problema risolto!
La giostra poté così continuare a girare per moltissimi anni, trenta o più, rendendo felici un sacco di persone e portando l’intraprendente popolo italico nella posizione che oggi gli spetta…
Non servivano molti denari per finanziare questo sistema, in realtà non ne servivano affatto, perchè se fossero serviti i becchini non li avrebbero avuti. Per loro fortuna invece era sufficiente scrivere qualche cambiale, qualche “pagherò”, come si diceva una volta…
Le difficoltà nascevano quando arrivava il momento di trasformare quei “pagherò” in “pago”, perchè le banche c’ avranno anche la leva piccola e moscia, ma per le scadenze hanno memoria da elefante.
MA i becchini non hanno mai perso il loro spirito innovatore e si sono inventati la svalutazione della Lira (la povera, cara, vecchia, bistrattata Lira…) per trasformare quei foglietti di carta con su scritto “pagherò” e da loro firmati, in comodi rettangoli bianchi per la pulizia delle terga. Così si potè continuare, ancora ed ancora.
Adesso facciamo un salto temporale e torniamo all’oggi.
Alcuni dei becchini se ne sono andati (grazie di esistere Morte!), altri si sono cambiati d’abito, altri hanno avviato all’attività i figli e si sono congedati con pensioni… onorevoli..
I cazzoni sono ancora nascosti nei loro buchi, percepiscono ancora i loro danari ed oltre ad essersi moltiplicati negli anni, escono dal buco solo per riprodursi.
La (povera, cara, vecchia, bistrattata) Lira non c’è più, i padroni delle nuove monetine hanno la leva moscia, il culo pulitissimo, i magazzini pieni di foglietti con scritto “pagherò” e in quanto a memeoria non hanno perso un colpo.
Cosa manca in tutta questa storia?
Il terzo protagonista ovviamente!
Lascio a Voi indovinare chi è…
To forgive is divine, but Vengeance is mine…